Per comprendere il potenziale dirompente del quantum computing applicato alla sicurezza informatica bisogna immaginare una cassaforte idealmente considerata inviolabile. Non perché nessuno abbia la combinazione giusta, ma perché provarle tutte - una per una - richiederebbe milioni di anni. Per decenni questa è stata la logica su cui si è retta la sicurezza digitale. Adesso il quantum computing potrebbe cambiare questa equazione riducendo quei tempi a pochi minuti. Il cambio di passo è vicino: si parla di un orizzonte di tre-cinque anni, e è per questo che è già in atto un tentativo di correre ai ripari. Italian Tech ne ha parlato con Tinexta Infocert, uno dei principali trust service provider europei, ed esattamente con il Ceo Danilo Cattaneo e l’esperto di cybersicurezza Luca Boldrini.
Cosa c’entra un computer quantistico con la nostra password
Per capire perché il quantum computing preoccupi i professionisti della cyber-sicurezza, bisogna comprendere su cosa si basa la protezione digitale oggi. Una parte molto significativa di quello che consideriamo “sicurezza online” - navigare su un sito in Https, firmare digitalmente un documento, autenticarsi a un servizio bancario - è fondata su un tipo di matematica chiamata crittografia asimmetrica. Il principio è lineare: esistono due chiavi, una pubblica e una privata. La prima serve per cifrare, la seconda per decifrare. Questi due elementi sono matematicamente collegati, ma ricavare la chiave privata da quella pubblica richiederebbe una potenza di calcolo astronomica.










