«Siamo convinti di aver sviluppato la tecnologia di quantum computing più efficiente, quella cosiddetta degli ioni intrappolati: singoli atomi compressi in campi elettromagnetici. Siamo quotati al Nasdaq e siamo l’unica società del settore che già offre servizi quantum su tutte e tre le principali piattaforme cloud: AWS di Amazon, Azure di Microsoft e quella di Google. Abbiamo clienti quantum in tutto il mondo, dalla coreana Hyundai ad Airbus, General Electric e Astra Zeneca per sprimentare nuovi farmaci. Stiamo già dialogando con aziende e centri di ricerca del vostro Paese e siamo pronti a sbarcare in Italia creando una sede che possa essere hub di sviluppo in Europa. Nelle prossime settimane avremo incontri in Italia, speriamo fruttuosi».

Dal nome italianissimo, Niccolò de Masi, in realtà di italiano ha solo il padre, manager delle sedi estere del Banco di Roma che a Los Angeles sposò un’americana. Niccolò, classe 1980, è cresciuto in giro per il mondo, solo tre anni in Italia, quando era alle elementari. Laureato in Fisica in Gran Bretagna, a Cambridge, è diventato poi manager nella Silicon Valley: aziende di videogiochi, nuovi device digitali sviluppati insieme ad Andy Rubin, il padre di Android di Google. Poi nel 2020, da gestore degli investimenti di alcune Spac (veicoli societari che raccolgono investimenti da finalizzare poi nell’acquisto di aziende promettenti) decise di scommetter su IonQ, società di pionieri del quantum computing. Macchine capaci di calcolare molto più velocemente perché, a differenza dei computer tradizionali basati su chip che lavorano con dati binari, il calcolatore quantistico opera con qubit (bit quantistici) sovrapponibili su vari strati che lavorano tutti insieme, sfruttando le proprietà quantistiche della materia.