La firma digitale entra in una fase di trasformazione con l’avanzata del calcolo quantistico. Dagli algoritmi classici come RSA ed ECDSA ai nuovi standard post-quantum, la migrazione coinvolge PKI, norme europee, CAD, fornitori fiduciari e architetture tecniche
IT Professional; Vice Presidente dell’Associazione Cyber Actors
L’integrità delle transazioni digitali e l’autenticità dei documenti informatici oggi si basano su fondamenta matematiche che l’avvento del calcolo quantistico rischia di rendere improvvisamente friabili. La sicurezza degli algoritmi attuali, come RSA e gli algoritmi basati sulle curve ellittiche (ECDSA), si basa sulla difficoltà computazionale di risolvere problemi quali la fattorizzazione di grandi numeri interi e il calcolo del logaritmo discreto.
Per decenni, abbiamo considerato queste barriere come certezze immutabili; tuttavia, è noto dal 1994 l’algoritmo di Shor sulla fattorizzazione dei numeri interi in numeri primi. L’algoritmo è utilizzabile su computer tradizionali ad alte prestazioni ma è con l’avvento del computer quantistico che si è reso evidente il rischio della possibile risoluzione di tali problemi in tempi polinomiali, trasformando ere geologiche di calcolo in poche ore di elaborazione.






