La digital identity aziendale diventa un requisito centrale per le transazioni B2B certificate. Il quadro europeo intreccia eIDAS 2, GDPR, AI Act, NIS 2 e DORA, definendo strumenti, obblighi e standard tecnici per identità, sigilli elettronici, wallet digitali, audit trail e governance
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Punti chiave
La digitalizzazione dei rapporti interaziendali ha trasformato la fiducia da valore intangibile a requisito tecnico-giuridico misurabile. In un ecosistema B2B in cui contratti, ordini di acquisto, certificati di conformità, procure e rendiconti finanziari vengono scambiati in forma elettronica tra soggetti geograficamente distribuiti, la certezza sull’identità della controparte non può più fondarsi esclusivamente su meccanismi relazionali o documentali analogici.
La nozione di “corporate digital identity” si è progressivamente strutturata attorno a un corpus normativo europeo che, muovendo dall’originario Regolamento eIDAS del 2014 (Reg. UE n. 910/2014), ha subito una profonda revisione con l’adozione del Regolamento (UE) 2024/1183, entrato in vigore il 20 maggio 2024. Quest’ultimo delinea un framework unitario che abbraccia identificazione elettronica, servizi fiduciari qualificati, portafoglio europeo di identità digitale (EUDI Wallet) e nuove attestazioni degli attributi, ridisegnando i paradigmi operativi delle transazioni elettroniche sia nel settore pubblico sia in quello privato.







