La psybersecurity supera la sicurezza informatica tradizionale e mette al centro fattore umano, fiducia e responsabilità. Tra AI, social engineering e manipolazione psicologica, organizzazioni e utenti diventano sensori cognitivi decisivi per la difesa digitale. Un estratto dal libro “Cybersecurity, fattore umano e manipolazione psicologica”

Executive Vice President Dinova

NLa sicurezza digitale non può più essere letta solo come una questione tecnica. Accanto a strumenti, reti e configurazioni, pesa sempre di più il ruolo delle persone, della fiducia e dei meccanismi psicologici che orientano le scelte online.

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Come più diffusamente esposto nel nostro volume “Cybersecurity, fattore umano e manipolazione psicologica. La psybersecurity tra AI e Social Engineering” (Gerardo Costabile, Ilenia Mercuri – Maggioli Editore), la sicurezza non può più essere confinata in un perimetro di soli strumenti tecnici e configurazioni hardware. Essa si sta trasformando in un ambiente sociale e psicologico dove la componente umana non rappresenta un semplice elemento accessorio, ma l’architrave di una difesa resiliente.