L’intelligenza artificiale sta riscrivendo anche le regole del commercio digitale tra imprese, trasformando il comparto B2B in un laboratorio di innovazione che sta progressivamente distanziando le dinamiche tipiche del mercato consumer. Secondo i dati presentati durante l'ultimo Netcomm Focus B2B, il valore dell'e-commerce business-to-business in Europa ha superato nel 2025 la cifra di 1.800 miliardi di euro. In questo scenario, la penetrazione del digitale è diventata un pilastro strutturale per il business: tra il 25% e il 30% degli ordini totali viene oggi gestito interamente tramite canali online.

Il motore di questa trasformazione risiede in un profondo mutamento generazionale e tecnologico. Oggi i responsabili acquisti, prevalentemente Millennials e appartenenti alla Generazione Z, sono nativi digitali che esigono esperienze d’acquisto fluide e multicanali. Questa attitudine si riflette in un dato dirompente emerso dalle analisi di Netcomm: l’89% dei buyer B2B utilizza abitualmente l’AI generativa per attività ad alto valore aggiunto, come lo scouting dei fornitori, la configurazione di soluzioni tecniche complesse e la negoziazione dinamica dei prezzi.

Le aziende italiane stanno scommettendo in particolare sui cosiddetti agenti AI. Questi agenti basati su intelligenza artificiali, spiega il paper tematico "AI Commerce - La nuova frontiera del commercio intelligente", sono in grado di attingere a dati aziendali proprietari per fornire risposte precise e contestualizzate. L’automazione delle attività ripetitive sta portando a un incremento significativo della produttività delle reti vendita, mentre l'efficienza dei processi permette una drastica riduzione dei costi di customer service.