“Il commercio digitale ha ormai superato la fase della vendita online per entrare in un’era di integrazione profonda tra fisico e digitale. Il valore consolidato del mercato ha superato quota 60 miliardi di euro in Italia ma ormai non è più una questione di volumi. La sfida è ridefinire i processi secondo il paradigma dell’adaptive commerce: un modello dove l’intelligenza artificiale non risponde solo a domande, ma agisce, anticipa i bisogni e trasforma l’esperienza d’acquisto in un servizio iper-personalizzato. Siamo entrati in un’era in cui il consumatore non è più guidato solamente dal prezzo, ma anche e soprattutto dall’accessibilità e dal valore del proprio tempo”.

L’analisi del presidente di Netcomm, Roberto Liscia, fotografa un commercio digitale a due velocità: se sul fronte della domanda il mercato ha raggiunto un equilibrio solido, lato offerta è in corso una rivoluzione dei processi che riscrive integralmente le gerarchie del settore. La trasformazione tecnologica, spiega il numero uno del Consorzio del commercio digitale italiano, è diventata l’infrastruttura stessa del commercio. “I consumatori cercano valore esperienziale. C’è chi ama andare in negozio per scegliere un capo di abbigliamento e chi invece delega al digitale le incombenze pesanti, come farsi portare l’acqua a casa. Le imprese non cercano più la crescita per la crescita, ma la marginalità e l’utile in un mercato molto volatile”.