Pavia La condanna in primo grado nei confronti di Maurizio Pappalardo, ex maggiore dei carabinieri in congedo, ha accelerato l’iter per la revoca della benemerenza di San Siro che gli venne assegnata nel 2022, dalla precedente amministrazione. Il sindaco Michele Lissia ha affermato: «L’iter è stato avviato, io proporrò la revoca e spetterà al Consiglio comunale pronunciarsi». La sentenzaMaurizio Pappalardo è stato condannato giovedì scorso a 5 anni e 8 mesi: verdetto di primo grado del processo Clean2, nel quale deve rispondere di peculato, corruzione e stalking. Per la prima delle tre accuse è stato assolto, non per le altre due. L’ex comandante del nucleo informativo dei carabinieri di Pavia, secondo la procura, avrebbe “commissionato” al collega e amico Antonio Scoppetta e ad altri carabinieri appostamenti e pedinamenti. Nel mirino c’erano gli spostamenti dell’ex fidanzata di Pappalardo, dopo che nel 2019 aveva deciso di interrompere la loro relazione. Inoltre l'ex carabiniere forestale Antonio Scopetta avrebbe ricevuto da Pappalardo favori, denaro e prenotazioni alberghiere in cambio della trasmissione illecita di informazioni su procedimenti in corso e la redazione di atti in maniera compiacente. Pappalardo ricevette la benemerenza di San Siro il 9 dicembre 2022, su decisione dell’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Fabrizio Fracassi. Anche se va detto che nel 2018 a proporre l’ufficiale dei carabinieri erano stati i consiglieri del Partito democratico Davide Ottini e Sergio Maggi. Nel 2022, invece, la candidatura era stata avanzata dalla deputata Paola Chiesa (FdI), trovando l’appoggio di Nicola Niutta, all’epoca presidente del Consiglio comunale per Fratelli d’Italia e Roberto Mura, capogruppo della Lega. La motivazione della sua candidatura risiedeva «nelle sue elevate competenze maturate durante importanti missioni nelle quali ha dato prova di spiccate doti umane e alto senso civico». La revoca della benemerenza è un unicum nella storia di questo riconoscimento. Il regolamentoQuesta procedura è prevista e disciplinata dall’articolo 7 del regolamento per la concessione delle civiche benemerenze, che recita: «Incorre nella perdita della civica benemerenza l’insignito che se ne renda indegno. Il provvedimento di revoca della relativa concessione è adottato dal Consiglio comunale su proposta del sindaco con lo stesso quorum previsto per l’assegnazione». Quindi la proposta di revoca dovrà essere portata in Consiglio comunale dal sindaco e votata a maggioranza assoluta dei consiglieri, incluso il sindaco stesso. La revoca della benemerenza era stata proposta a metà novembre dal consigliere comunale di Alleanza verdi sinistra Daniele De Chiara e condivisa dal capogruppo Luca Testoni. «Ho chiesto al sindaco di proporre la revoca del San Siro per mandare un messaggio inequivocabile – aveva detto De Chiara – la presunzione di innocenza è garantita a tutti, ma quanto emerso finora è grave e impone alla politica una presa di posizione».
Il Comune di Pavia verso la revoca del S. Siro a Pappalardo, il carabiniere condannato per corruzione
Il sindaco Lissia: «L’iter è stato avviato, sul ritiro della benemerenza civica si esprimeranno i consiglieri»











