Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Imperia Massimiliano Botti, dopo alcune settimane di riflessione, ha sciolto le riserve e confermato l’esito dell’indagine per peculato a carico del sindaco di Imperia Claudio Scajola: archiviazione per particolare tenuità del fatto. In sostanza, il fatto c’è, ma è di lieve entità e dunque non è punibile. Secondo l’accusa l’ex ministro avrebbe messo a disposizione del proprio avvocato, Elisabetta Busuito, l’autista del Comune e l’auto della Go Imperia.

Cos’è successo

I fatti contestati risalgono al dicembre scorso, quando la legale del primo cittadino arrivò a Imperia, da Roma, per prendere parte alle udienze del processo che vede imputato Scajola con l’accusa di favoreggiamento. L’autista del Comune, Loris Leone, a bordo dell’auto della partecipata Go Imperia, si recò a prendere la Busuito all’aeroporto di Genova per accompagnarla in hotel, a Imperia, per poi il giorno successivo condurla in tribunale, tornare a prenderla al termine dell’udienza e accompagnarla all’aeroporto di Genova dove aveva il volo per tornare a Roma.

Scajola si oppone alla sua archiviazione

La procura al termine delle indagini, pubblico ministero Antonella Politi, aveva chiesto l’archiviazione vista la particolare tenuità del fatto, fattispecie prevista dall’articolo 131 del codice penale. «La punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, anche in considerazione della condotta susseguente al reato, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale». L’ex ministro non aveva affatto gradito e, per tutta risposta, aveva deciso di opporsi, proponendo ricorso al gip. «È un’archiviazione - aveva detto a La Stampa - ma mi infastidisce la dicitura “particolare tenuità del fatto”. Sono diventato permaloso. Mi hanno detto che sono uno dei pochi in Italia ad aver proposto un ricorso simile. Non c’è stata alcuna irregolarità nell’utilizzo del mezzo di servizio della Go Imperia, poiché io sono coinvolto in questa vicenda nella mia veste di sindaco, come si legge nelle carte, e non già per fatti privati. È l’ennesimo polverone che distoglie tempo ed energia a quanti si impegnano quotidianamente per far crescere la nostra città».