Stando alle ultime ricostruzioni, la procura di Pavia starebbe pensando si inserire nel registro degli indagati anche Gennaro Cassese, colonnello dei carabinieri in pensione, che nel 2007, all'epoca del delitto di Chiara Poggi, era a comando della compagnia di Vigevano con il grado di capitano. Il reato che gli verrebbe contestato dai magistrati è quello di false informazioni ai pm.
«Io indagato? Sino a questo momento non ho ricevuto l'avviso di garanzia. Non posso escludere che il mio nome si stato iscritto nel registro degli indagati, ma a me non è arrivato nulla» sottolinea Cassese. «Trovo singolare che escano queste notizie. Non mi sono state notificate le richieste di elezione di domicilio o di nomina di un avvocato di fiducia». A Cassese verrebbe anche contestato di non aver riferito, quando è stato sentito l'anno scorso come testimone nella nuova indagine su Garlasco, del malore che Andrea Sempio accusò durante l'interrogatorio dell'ottobre 2008, in cui consegnò il famoso scontrino del parcheggio di Vigevano.
«È vero, di quell'ambulanza non mi ricordo: sono passati 18 anni. Ma nessuno può mettere in discussione la massima serietà con la quale ho sempre operato, nel rispetto delle istituzioni». L'ex ufficiale dell'Arma non accetta le critiche di chi oggi contesta agli investigatori di 19 anni fa di aver concentrato le indagini solo su Alberto Stasi.












