All'epoca del delitto di Chiara Poggi era comandante della stazione dell'Arma a Garlasco. Pochi giorni dopo l'omicidio di via Pascoli, venne estromesso dall'inchiesta: «Una decisione che, a distanza di 19 anni, mi procura ancora amarezza». Francesco Marchetto, oggi in pensione, parla dell'ultima inchiesta che vede come unico indagato Andrea Sempio. «Ho sostenuto sin dall'inizio, subito dopo l'omicidio di Chiara Poggi, che le indagini dovevano essere condotte a 360 gradi e non concentrarsi solo su Alberto Stasi. E' quanto sta facendo oggi l'attuale Procura di Pavia, con il supporto dei carabinieri di Milano», dichiara all'ANSA.
«La verità finalmente si avvicina - afferma il maresciallo -. Ormai è questione di settimane, se non di giorni. La Procura di Pavia sta per chiudere il cerchio: vedremo se in questo cerchio, alla fine, resterà solo Andrea Sempio o entreranno altri. Non si possono escludere, a mio avviso, ulteriori sviluppi». Per Marchetto «questa Procura sta dimostrando di non guardare in faccia a nessuno: a dimostrarlo è la recente sentenza del processo Clean 2, con le condanne di Pappalardo e Scoppetta». Sulla posizione di Stasi, per il quale potrebbe prospettarsi il processo di revisione dopo aver scontato 11 anni in carcere, Marchetto non vuole sbilanciarsi: «L'attuale indagine è concentrata su Sempio e non riguarda Stasi. Certo, Alberto potrebbe trarne beneficio». L'ex comandante della stazione carabinieri di Garlasco ritiene importanti tutti gli elementi raccolti dagli inquirenti nella nuova inchiesta: «Sono fondamentali sia gli accertamenti scientifici che le intercettazioni: una prova non esclude le altre. L'importante è arrivare finalmente al colpevole. E la strada intrapresa è quella giusta».











