Anomalie su anomalie. Ci sono quelle della prima indagine su Andrea Sempio, tre mesi tra la fine del 2016 e il marzo del 2017, che hanno generato un’inchiesta a Brescia in cui si ipotizza che quella archiviazione sia stata comprata dalla famiglia Sempio. E anche altre legate alla figura dell’ex comandante del Nucleo informativo di Pavia, Maurizio Pappalardo (non indagato), già condannato nell’indagine pavese “Clean” per corruzione e atti persecutori.
«Ribadisco che disconosco l’atto e tantomeno non sapevo che vi fosse all’interno del casellario del Nucleo Informativo». L’ex maggiore cade dalle nuvole quando viene convocato a Milano nell’ambito dell’inchiesta per corruzione in atti giudiziari per il presunto insabbiamento dell’inchiesta 2017 a carico di Andrea Sempio. Gli investigatori della Squadra omicidi dei carabinieri di Milano e delle GdF di Pavia e Brescia mostrano al testimone il fascicolo personale 099773 a carico di Andrea Sempio. È stato impiantato nel casellario del reparto il 25 marzo 2017. Due giorni dopo il deposito del gip di Pavia del decreto di archiviazione dell’indagine sull’amico di Marco Poggi.
All’interno della cartellina ci sono due documenti “strani”: un appunto scritto a mano di dieci righe sulla genesi della prima indagine e anche una bozza della richiesta di archiviazione con delle correzioni a penna. Gli atti scovati nell’archivio del Nucleo informativo di Pavia a ottobre 2025 dalla procura di Pavia vengono trasmessi a Brescia.













