Da una parte l’inchiesta di Brescia che vede indagati, per presunta corruzione in atti giudiziari, l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e, ora, anche Giuseppe Sempio, il padre di Andrea; dall’altra quella di Pavia che accusa il 37enne dell’omicidio in concorso, con ignoti o con Stasi, di Chiara Poggi, trovata morta il 13 agosto 2007 nella sua casa di Garlasco.

Due filoni distinti e separati, certo. Che secondo gli avvocati dell’amico del fratello della vittima - Liborio Cataliotti e Angela Taccia non hanno correlazione («La nuova indagine di Brescia riguarda fatti che si assumono avvenuti 10 anni dopo quello per cui è indagato il nostro assistito e che non vengono ascritti a lui neanche in ipotesi: non possono incidere e non incideranno sulla indagine su di lui»), ma che comunque rischiano di intrecciarsi, almeno per quanto riguarda ipotesi, sospetti, suggestioni.

GARLASCO, INDAGINI SULLO "SPALLONE": LA FRASE DI PAPÀ SEMPIO

L’indagine per corruzione legata al caso Garlasco, che coinvolge l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, s...

Perché Sempio avrebbe dovuto pagare per far archiviare la sua posizione, se non aveva niente da nascondere? Se lo chiedono in molti e la vicenda più intricata e complicata della cronaca nera degli ultimi 50 anni adesso, inevitabilmente, viaggia su due binari diversi, diventando - tra colpi di scena, trasmissioni tv, e polemiche (l’ultima è di Domenico Aiello, legale di Venditti, il quale ha sottolineato che la Cassazione, condannando Stasi, ha riconosciuto un solo autore dell’omicidio, e che ogni ipotesi di concorso richiederebbe prima la revoca della sentenza passata in giudicato) - ancora più nebulosa.