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Chiara Poggi e Andrea Sempio, al centro gli appunti 'ignoti' scritti a mano sulla richiesta di archiviazione del 38enne
Brescia, 15 maggio 2026 – Un appunto misterioso scritto a penna, da approfondire, risalente all’epoca della prima indagine su Andrea Sempio. L’inchiesta archiviata in tempo record nel marzo 2017 dopo la richiesta dell’allora procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti. Un appunto di una decina di righe di mano ignota, annotate con una grafia piccola e ordinata, in cui lo scrivente ha un lapsus e confonde Andrea Sempio con Alberto Stasi, chiamandoli entrambi Andrea.
E su cui la procura di Brescia, che ipotizza un accordo corruttivo tra Venditti e Giuseppe Sempio (padre dell’attuale indagato) sta lavorando. C’è anche questo documento, rinvenuto lo scorso autunno nell’archivio dei carabinieri del Nucleo informativo pavese, che peraltro 10 anni fa non aveva la delega per indagare su Sempio, tra gli atti sulla scrivania dei pm Alessio Bernardi e del collega Donato Greco, i titolari del fascicolo che riguarda il collega.















