AVIANO - Code all’alba, sale d’attesa gremite e tempi che si allungano anche per chi sta affrontando cure oncologiche. È la situazione che, secondo numerosi utenti e cittadini, si starebbe verificando con sempre maggiore frequenza nell’area prelievi del Cro di Aviano. Un servizio diventato negli ultimi anni un punto di riferimento non soltanto per i pazienti dell’istituto oncologico, ma anche per molti cittadini del territorio che scelgono la struttura per ragioni pratiche e organizzative. Al centro delle segnalazioni c’è soprattutto il sistema di accesso ai prelievi.

IL SISTEMA Mentre in diversi ospedali e distretti dell’Asfo gli esami del sangue richiedono prenotazioni obbligatorie e tempi d’attesa spesso lunghi anche solo per ottenere un appuntamento, al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano è ancora possibile presentarsi direttamente al mattino senza prenotazione. Una modalità nata storicamente per agevolare i pazienti oncologici, ma che oggi rischia di trasformarsi in un boomerang organizzativo. Molti utenti, infatti, scelgono Aviano proprio per evitare le difficoltà riscontrate altrove: liste d’attesa, carenza di posti disponibili e soprattutto problemi logistici. CRITICITÀ Tra le criticità più citate compare la situazione di Pordenone, dove il traffico e la scarsità di parcheggi nell’area dell’ospedale di via Montereale spingerebbero numerosi cittadini a cercare alternative più accessibili. Il Cro offre parcheggi gratuiti, accessi rapidi e una gestione percepita come più semplice. Così, anche persone provenienti da altri comuni del Friuli occidentale o dal vicino Veneto orientale preferiscono percorrere qualche chilometro in più pur di evitare disagi. Una scelta comprensibile dal punto di vista individuale, ma che secondo molti sta producendo effetti pesanti sull’equilibrio della struttura di Aviano. L’aumento costante degli accessi starebbe infatti congestionando gli spazi, con lunghe attese già dalle prime ore del mattino e una pressione crescente sul personale sanitario. Le conseguenze più delicate ricadrebbero però proprio sui malati oncologici, per i quali il tempo trascorso in coda assume un valore completamente diverso rispetto a chi effettua controlli ordinari. Pazienti immunodepressi o sottoposti a terapie particolarmente pesanti si troverebbero a condividere ambienti molto affollati, con inevitabili timori legati al rischio di infezioni. Inoltre, il rallentamento delle procedure di accettazione e lavorazione dei campioni può comportare ritardi nei Day Hospital e nelle terapie programmate, costringendo molti pazienti a prolungare il digiuno o l’attesa prima delle cure. LE RICHIESTE Tra gli utenti cresce, quindi, la richiesta di una revisione del sistema. Diverse voci chiedono che l’accesso ai prelievi del Cro venga limitato ai pazienti oncologici, in particolare a quelli in possesso del codice di esenzione 048 o inseriti nei protocolli interni dell’istituto. Parallelamente viene invocato un potenziamento dei laboratori territoriali e dei servizi ospedalieri di Pordenone, ritenuto indispensabile per riequilibrare i flussi e restituire al Cro la sua funzione prioritaria: assistere chi combatte contro il tumore in condizioni di massima tutela e sicurezza. Salute:Riccardi, investimenti e capitale umano premiano la ricerca Cro