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Ci sono storie che non dovrebbero mai esistere in un Paese civile. E invece stanno accadendo oggi, a Reggio, dove sempre più malati oncologici vivono una condizione di disperazione silenziosa, fatta di attese interminabili, esami rinviati e controlli salvavita che diventano un lusso per pochi. A denunciare questa situazione è Lucia Anita Nucera, assessore comunale alle Politiche Sociali, che in questi giorni sta raccogliendo testimonianze drammatiche di cittadini lasciati soli davanti alla malattia. «Sto incontrando decine di persone malate di tumore che non riescono a effettuare i controlli periodici e il monitoraggio della propria malattia nei tempi stabiliti dagli specialisti. Persone fragili, già provate dalla sofferenza, costrette a sentirsi dire dal CUP Calabria che per un esame fondamentale bisogna aspettare mesi, in alcuni casi addirittura oltre due anni. Un tempo che, per un malato oncologico, può significare la differenza tra vivere e morire».

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