Il cartello è perentorio. «Si comunica che l’accesso libero ai prelievi è disponibile fino all’erogazione di 100 numeri». I bigliettini però ieri alle 7,40 erano già tutti esauriti. Invano i pazienti arrivati più tardi allo sportello dell’ospedale San Raffaele — che pure è aperto fino alle 9 — hanno cercato di ottenere il prelievo di sangue. «Riprovi domani, si inizia alle 6,40» dice un gentile volontario dell’Avo. «Oppure prenoti un posto con l’app salta-coda». Peccato però che la prima disponibilità, ieri, fosse per il 2 ottobre.

Il tetto ai pazienti è stato introdotto da poche settimane e sta creando caos e malumori tra i malati e gli accompagnatori. Una donna incinta, sprovvista del tagliando, chiede allo sportello se è possibile mettersi comunque in coda. «Io non posso farci niente, si rivolga all’ufficio relazioni con il pubblico e alla direzione sanitaria», si sente rispondere. Ma anche chi stringe in mano il biglietto non ha superato tutti gli ostacoli. Le attese per il prelievo variano dalle 2 alle 4 ore. Gli sportelli operativi, d’altra parte, alle 9 e mezzo sono solo 5. Sono stati chiamati a malapena 50 pazienti. In coda ci sono anziani, pazienti diabetici a digiuno, disabili. Col passare del tempo cresce l’agitazione in sala. Lo stesso è successo nei giorni scorsi: due pazienti sarebbero venuti alle mani una volta esauriti i biglietti.