Pechino ha sviluppato in questi anni un poderoso sistema di innovazione e produzione, caratterizzato tuttavia da fortissimi squilibri e distorsioni. L’Europa dovrebbe adottare l’approccio cinese e puntare alla creazione di ecosistemi integrati, rilanciando al contempo la domanda domestica. Il risultato sarebbe una crescita equilibrata e sostenibileCome era prevedibile, la visita di Donald Trump a Pechino non ha prodotto accordi di rilievo, mostrando inoltre al resto del mondo che la Cina oggi interagisce con gli Stati Uniti da pari a pari. Il cammino fatto in pochi anni, soprattutto nei settori che definiranno la crescita nei prossimi decenni, (tecnologie verdi, digitale), è impressionante. Per l’Europa, che da vent’anni almeno arranca, è impossibile non chiedersi quali siano le chiavi di questo successo. La ricetta del successo cinese è Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Francesco SaracenoeconomistaProfessore di macroeconomia internazionale ed europea a Sciences Po e alla Luiss. È vicedirettore dell’OFCE, l’osservatorio francese di congiunture economiche, e membro del comitato scientifico della Luiss Institute for European Policy and Analysis. Ha pubblicato Oltre le banche centrali, Inflazione, disuguaglianza e Politica economica (Luiss University Press, 2023) La scienza inutile. Tutto quello che non abbiamo voluto imparare dall’economia (Luiss University Press, 2018) e La Riconquista. Perché abbiamo perso l’Europa e come possiamo riprendercela (Luiss University Press, 2020). Twitter: @fsaraceno
Un modello con lati oscuri: l’industria cinese per l’Ue
Pechino ha sviluppato in questi anni un poderoso sistema di innovazione e produzione, caratterizzato tuttavia da fortissimi squilibri e distorsioni. L’Europa dovrebbe adottare l’approccio cinese e puntare alla creazione di ecosistemi integrati, rilanciando al contempo la domanda domestica. Il risultato sarebbe una crescita equilibrata e sostenibile













