"Se Nordio, o il legislatore, o il Governo, vorranno affrontare il tema dell'impugnazione o meno delle sentenze, e avremo un testo davanti, come sempre saremo pronti a dare il nostro contributo tecnico". E' quanto afferma il presidente dell'Anm, Giuseppe Tango, commentando le parole del ministro della Giustizia, Caro Nordio, che nei giorni scorsi - in riferimento al caso Garlasco - aveva definito sbagliata e da cambiare la disciplina che dopo assoluzioni conformi può portare ad una condanna come nel caso di Alberto Stasi.

"La prima vittima del processo mediatico è il principio di non colpevolezza. L'indagato diventa un presunto colpevole in attesa di giudizio". E' quanto afferma il segretario dell'Anm, Rocco Maruotti, parlando a margine dell'assemblea generale dell'associazione.

"Va bene la cronaca giornalistica - ha aggiunto - i cittadini hanno diritto di essere informati, ma bisogna rifuggire dallo show perché il processo è una cosa molto seria misurano e si consumano diritti e sofferenze per cui bisogna trattare queste cose con grande delicatezza in questo caso specifico non entro nel merito alle vicenda dico peraltro che a mio giudizio i magistrati stanno facendo il loro lavoro, aspettiamo di conoscere gli esiti e poi valuteremo alla fine il lavoro che è stato svolto". Per il presidente Giuseppe Tango "l'Associazione nazionale magistrati non è un quarto grado giudizio e non esprimerà mai una valutazione sul singolo caso concreto. Per il grande rispetto che si deve al lavoro di tutti coloro che si occupano di queste vicende". Quanto alla "spettacolarizzazione" del processo "dovremmo chiederci tutti, se è un bene per qualcuno, e se soprattutto tutela davvero coloro che sono coinvolti in questa vicenda, soprattutto le vittime", ha aggiunto.