Garlasco (Pavia), 13 maggio 2026 – "Oggi il cittadino italiano si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre attualmente si indaga su un altro, sulla base di prove per le quali - sempre secondo l'accusa - l'autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo. Ripeto: una situazione anomala che diciamo raramente si vede e io non l'ho mai vista".
Non usa mezzi termini il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulla vicenda Garlasco, parlando a margine del convegno “Proteggere chi protegge: azioni di supporto psicologico per il Corpo di polizia penitenziaria” in corso a Roma. Il ministro ha in ogni caso specificato che "nessuno, questo lo sappiamo bene, può ovviamente pronunciarsi su un procedimento in corso", aggiungendo: "È chiarissimo che io non ho la più pallida idea, e anche se l'avessi non lo direi, della dinamica del delitto e soprattutto del suo autore. Però ho un'idea invece chiara sulla dinamica della nostra legislazione che è sbagliata".
Andrea Sempio
Una legislazione che deve essere cambiata
"Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d'Assise e da una Corte d'Appello?", si chiede ancora Carlo Nordio. "Questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma è molto difficile, per la quale una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado può, senza l'intervento di nuove prove, poi essere condannata".












