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13 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:35
Sul delitto di Garlasco Carlo Nordio, a distanza di un anno, ripete quanto detto sui processi ad Alberto Stasi e sulle sentenze che lo hanno portato alla condanna. “Il ministro della Giustizia non può pronunciarsi su un procedimento in corso, posso solo in via astratta dire da cosa nasce questa situazione paradossale: nasce da una legislazione, che secondo me dovrebbe essere cambiata ma sarà molto difficile cambiarla, per la quale una persona assolta in primo e in secondo grado, può poi senza nuove prove, essere condannata”. Un ritorno che, a distanza di un anno, dimostra che il ministro non conosce il percorso giudiziario del caso. “Non posso, non debbo e non voglio parlare di vicende in corso”, tiene a precisare.
Nordio non sa che nel 2013 la Corte di Cassazione annullò l’assoluzione dell’imputato (che era stato assolto appunto in primo grado dal giudice Stefano Vitelli in abbreviato). La Corte d’Assise d’Appello di Milano riaprì la fase dibattimentale, con nuovi accertamenti e “integrazioni probatorie”, così come chiesto dalla stessa Cassazione che aveva ritenuto il verdetto precedente raggiunto con “un approccio non coerente ai principi della prova indiziaria” e seguendo un “non corretto percorso metodologico”.










