Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio
Garlasco (Pavia), 14 maggio 2026 – “Una situazione anomala, che non ho mai visto”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo a una domanda a un convegno ieri a Roma, è tornato a parlare del delitto di Garlasco. Per l’omicidio di Chiara Poggi nel 2007 c’è un condannato in via definitiva, Alberto Stasi, e oggi un nuovo indagato, Andrea Sempio.
“Il ministro della Giustizia – precisa Nordio – non può pronunciarsi su un procedimento in corso, posto solo in via astratta, ma questa situazione paradossale nasce da una legislazione che secondo me dovrebbe essere cambiata, ma sarà molto difficile cambiare”.
Due in realtà le anomalie sottolineate dal Guardasigilli. “Oggi il cittadino italiano si domanda perplesso – dice Nordio – come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre si indaga su un altro, sulla base di prove per le quali, sempre secondo l’accusa, l’autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo. Ripeto, una situazione anomala che diciamo raramente si vede e io non l’ho mai vista”.
Parole che trovano d’accordo l’avvocato Liborio Cataliotti, che con la collega Angela Taccia difende Sempio: “Sottoscrivo umilmente e non in quanto di parte, ma in quanto umile giurista, le parole del ministro. È quello che io dico dal momento della mia nomina: laddove una normativa fosse interpretata in tal senso da consentire un nuovo processo a carico di persona diversa da un condannato per reato monosoggettivo, sarebbe incostituzionale o comunque da modificare”.











