Ci sarebbe stata un'altra indagine della Procura a Pavia sul delitto di Garlasco, di cui non si è saputo nulla per 13 anni. Sarebbe stata aperta contro ignoti nel 2013 sulla base di una "denuncia-querela" presentata dalla "difesa del condannato" Alberto Stasi in un'epoca in cui l'ex fidanzato di Chiara Poggi era ancora a piede libero e non aveva nemmeno affrontato il processo d'appello bis, quello della prima condanna. Ma dai legali di Stasi è arrivata una secca smentita.

La difesa di Alberto Stasi "non ha mai presentato una denuncia-querela" nel 2013 in Procura a Pavia "né in momenti successivi" che hanno portato all'apertura di un fascicolo contro ignoti per l'omicidio di Chiara Poggi mentre era ancora in corso il processo ad Alberto Stasi. Lo ha affermato a LaPresse l'avvocata Giada Bocellari che smentisce quanto riportato dalla Procura di Pavia in una delle memorie agli atti dell'inchiesta su Andrea Sempio, conclusa giovedì scorso. La legale di Alberto Stasi ha ribadito che "non è mai stata presentata una denuncia-querela" né nel 2013, né in epoche successive (la madre di Stasi presentò un esposto, non una querela, alla squadra mobile di Milano nel dicembre 2016 ndr). Secondo quanto riferisce Bocellari quel fascicolo d'indagine pavese sarebbe nato per errore sulla base di una querela sporta dal legale della famiglia di Chiara Poggi, Gian Luigi Tizzoni, nel 2013 a Pavia contro l'ex comandante dei carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto.