Diciannove anni dopo quel 13 agosto 2007 in cui Chiara Poggi venne uccisa nella sua abitazione, a Garlasco, le certezze giudiziarie di uno dei casi più dibattuti e complessi della recente storia italiana vengono messe in discussione. La nuova inchiesta della Procura di Pavia punta il dito su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, e non più su Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni. Ammettendo implicitamente le lacune di allora, gli inquirenti hanno riesaminato ogni dettaglio, a partire dalle tracce biologiche e dalle impronte sulla scena del crimine. E insieme ai dubbi sulla condanna di Alberto Stasi, torna anche una domanda concreta: quanto potrebbe costare allo Stato un eventuale errore giudiziario? L'ipotesi di una revisione del processo, infatti, non avrebbe soltanto conseguenze penali. Se la condanna definitiva del 2015 dovesse essere ribaltata, Stasi potrebbe chiedere un risarcimento milionario per gli anni trascorsi in carcere, i danni morali e le spese sostenute durante quasi due decenni di battaglie giudiziarie.

A questo punto, l'ipotesi di una revisione del processo nei confronti di Stasi non appare più remota come in passato. Le recenti attività investigative e gli approfondimenti disposti dalla Procura di Pavia potrebbero infatti modificare il quadro probatorio che nel 2015 portò alla condanna definitiva dell'ex studente della Bocconi. L'avvocata di Stasi, Giada Bocellari, ha spiegato che l'emergere di nuovi elementi potrebbe aprire la strada a una richiesta formale di revisione del processo. Si tratta di uno strumento straordinario previsto dall'ordinamento italiano, utilizzato nei casi in cui emergano prove nuove o elementi capaci di mettere in discussione una sentenza definitiva. Nel sistema italiano, la revisione rappresenta uno dei pochi strumenti capaci di correggere eventuali errori giudiziari definitivi. Per questo motivo, un eventuale ribaltamento della sentenza avrebbe un impatto enorme non solo sul piano mediatico, ma anche su quello istituzionale.