Hanno cercato di convincerci con una controversa sentenza del 2015 che ai più non mai apparsa “oltre ogni ragionevole dubbio” - che Albero Stasi fosse l’assassino di Chiara Poggi, la sua fidanzata trovata morta a Garlasco il 13 agosto 2007, e per anni sono state ignorate le ipotesi di qualsiasi pista alternativa e ogni richiesta di revisione del processo. Già, anche se i dubbi sono sempre stati più delle certezze, anche se la sentenza di condanna della Cassazione (16 anni di reclusione), dopo due assoluzioni in primo grado nel 2009 e in appello nel 2011, non era basata su alcuna prova, ma solo su indizi. Anche se Alberto che ha già scontato 11 anni dietro le sbarre del carcere di Bollate e ora sta usufruendo del regime di semilibertà - si è sempre dichiarato innocente.

Ora, però, a un anno abbondante dalla riapertura delle indagini (e dall’iscrizione sul registro degli indagati di Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara) potrebbe cambiare tutto e l’omicidio più discusso e intricato della storia recente della cronaca italiana potrebbe essere riscritto completamente. Da una parte e dall’altra. Sì, perché nell’attesa del (quasi certo) rinvio a giudizio di Sempio, è sempre più vicina l’ipotesi di una revisione del processo (che può essere richiesta dalla difesa oppure, più probabilmente, direttamente dalla Procura) per il condannato in via definitiva.