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30 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 13:47
“Appena ci sarà la discovery, leggeremo tutti gli atti e presenteremo richiesta di revisione”. È da questa dichiarazione che si riapre, ancora una volta, il fronte giudiziario sul delitto di Chiara Poggi. L’avvocata Giada Bocellari, storica legale di Alberto Stasi, annuncia la strategia alla luce del capo d’imputazione formulato dalla Procura di Pavia, che oggi individua in Andrea Sempio l’unico responsabile dell’omicidio. L’indagato, all’epoca dell’omicidio 18enne amico del fratello della vittima, è stato convocato dai pm per essere sentito. Stasi, finora unico condannato in via definitiva, sta terminando di scontare una pena a 16 anni in regime di semilibertà. In passato sono state respinte tutte le sue istanze, compresa revisione, un ricorso straordinario alla Cassazione e uno alla Cedu. Ma all’epoca non c’era un pool di pm che avevano disegnato una pista alternativa al massacro del 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco.
Ma mentre la difesa di Stasi prepara le prossime mosse (e sul punto la procura generale di Milano sta studiando le carte fornite dagli inquirenti pavesi), dalla parte della famiglia Poggi emergono forti perplessità sulla ricostruzione dei pm. “La dinamica degli eventi indicata nel capo d’imputazione presenta elementi che a mio giudizio non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri della territoriale e dei Ris di Parma”, afferma Dario Redaelli, consulente dei familiari della vittima.














