«Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d'Assise e da una Corte d'Appello?». Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine di un convegno sul caso Garlasco e in merito alla condanna di Alberto Stasi. Il ministro ha aggiunto: «Questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma è molto difficile, per la quale una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado può, senza l'intervento di nuove prove, poi essere condannata».
«Questo - prosegue il ministro - è accaduto sedici anni fa con il primo processo. C'era stata una soluzione davanti alle corte d’Assise, una soluzione davanti alla Corte d'Appello, poi una decisione della Cassazione che ha rinviato il processo, integrandolo con alcune, diciamo così, nuove considerazioni e si è arrivati a una condanna». E aggiunge: «Nel sistema anglosassone tutto questo non solo non esiste ma è assolutamente inconcepibile».
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Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ha commentato: «Il processo d'Appello bis non è stato una mera rilettura degli atti già vagliati dai giudici precedenti, ma su indicazione della Cassazione furono disposte tre nuove perizie e vennero acquisiti nuovi elementi tra cui la bicicletta nera di Alberto Stasi». Il legale ha inoltre ricordato che «durò otto mesi» e che, su sua richiesta, «venne riaperta una istruttoria dibattimentale e vennero disposte tre perizie», tra cui quella del dna sulle unghie di Chiara, ritenuta ancora oggi uno dei pilastri dell'inchiesta.










