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Il guardasigilli critica il meccanismo processuale che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi: "Oggi il cittadino italiano si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre attualmente si indaga su un altro"

Assolto due volte, poi condannato in via definitiva. È partendo da questo cortocircuito giudiziario che il ministro della Giustizia Carlo Nordio commenta il delitto di Garlasco e la condanna di Alberto Stasi. A margine di un convegno, Nordio ha definito “paradossale” la vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi, sottolineando come una persona possa essere condannata anche dopo essere stata assolta sia in Corte d’Assise sia in Corte d’Appello. “Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d’Assise e da una Corte d’Appello?”, ha dichiarato il ministro, facendo riferimento al percorso processuale che ha portato alla condanna definitiva di Stasi.