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Pavia punta alla revisione della condanna e alla sospensione della pena. Il nuovo fascicolo ridisegna la scena del crimine e riapre il caso Chiara Poggi

E’ ufficialmente partito l’iter per portare Alberto Stasi fuori dal carcere, interrompendo l’espiazione di una condanna ormai considerata ingiusta anche dalla Procura di Pavia. Nell’incontro di questa mattina tra il procuratore pavese Fabio Napoleone e il procuratore generale di Milano Francesca Nanni sono state gettate le basi dell’iter per la revisione della condanna dell'ex bocconiano per l’uccisione della sua fidanzata Chiara Poggi, il 13 agosto 2007. Un iter non immediato, perché la valutazione dell’imponente materiale raccolto da Pavia nella nuova inchiesta “non sarà né facile né veloce”, spiega la Nanni. Ma l’incontro di oggi segna comunque la svolta tanto attesa da Stasi e dai suoi legali, Giada Bocellari e Antonio De Rensis. Dopo oltre un anno di indagini, con l’incontro di ieri gli inquirenti pavesi ufficializzano la loro convinzione: Alberto Stasi è innocente. Erano giuste le due sentenze che lo avevano assolto, e furono un drammatico errore giudiziario quelle successive che lo condannarono. Da dieci anni, grazie a quell’errore, Stasi è in carcere a Bollate.