Alberto Stasi è stato al centro di una vicenda processuale "paradossale" e quella di oggi, che vede invece indagato Andrea Sempio, è "una situazione anomala che raramente si vede, anzi mai vista".

Il caso Garlasco scuote anche gli uffici di via Arenula e ad intervenire sul tema è proprio il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che invoca modifiche contro "le dinamiche di una nostra legislazione sbagliata".

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Riferendosi all'ex fidanzato di Chiara Poggi, il quale finora ha già scontato dieci anni di carcere, il Guardasigilli ripercorre perplesso l'iter che lo ha portato alla condanna per l'omicidio della ragazza: "Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d'Assise e da una Corte d'Appello?", chiede il ministro che poi ricorda "la decisione della Cassazione, che ha rinviato il processo, integrandolo con alcune, diciamo così, nuove considerazioni e quindi si è arrivati a una condanna". Da qui la riflessione di Nordio: "Nel sistema anglosassone tutto questo non solo non esiste ma è assolutamente inconcepibile". E infine la proposta: "Questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma è molto difficile, per la quale una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado può, senza l'intervento di nuove prove, poi essere condannata". Sono parole che scatenano la reazione del legale della famiglia Poggi: "Il processo d'Appello bis non è stato una mera rilettura degli atti già vagliati dai giudici precedenti, ma su indicazione della Cassazione furono disposte tre nuove perizie e vennero acquisiti nuovi elementi tra cui la bicicletta nera di Alberto Stasi", spiega Gian Luigi Tizzoni, ricordando l'accertamento del dna sulle unghie di Chiara, ritenuto ancora oggi uno dei pilastri dell'inchiesta. Ma l'accento del Guardasigilli viene posto anche su un'altra apparente anomalia.