Il caso delle indagini sul delitto di Chiara Poggi secondo il ministro della Giustizia dimostrano quanto sia necessaria una profonda riforma della Giustizia. Ma lui stesso ammette, sopratutto dopo la batosta del referendum, quanto sarà difficile cambiare la legge
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio torna sul caso Garlasco, ancora una volta ammettendo tutti i suoi dubbi sulla condanna di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Soprattutto alla luce di quanto emerso dalle nuove indagini, che vedono sotto accusa Andrea Sempio indagato per omicidio con l’aggravante della crudeltà. A margine di un convegno, Nordio si chiede: «Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d’Assise e da una Corte d’Appello?».
Il rinvio della Cassazione di sedici anni fa
Ricostruendo l’iter giudiziario, Nordio ricorda il primo processo: «C’era stata un’assoluzione davanti alle corte d’Assise, un’assoluzione davanti alla Corte d’Appello, poi una decisione della Cassazione che ha rinviato il processo, integrandolo con alcune, diciamo così, nuove considerazioni e si è arrivati a una condanna». Di vere e proprie nuove prove insomma non emersero, ricorda Nordio che insiste: «Nel sistema anglosassone tutto questo non solo non esiste, ma ma è assolutamente inconcepibile»..











