A sinistra Gian Luigi Tizzoni, avvocato della famiglia Poggi, a destra il ministro della Giustizia, Carlo NordioPavia, 14 maggio – L’intervento, sul caso Garlasco, del ministro della Giustizia Carlo Nordio ha aperto nuovi scenari di polemica o quantomeno di botta e risposta. "Il ministro in parte ha ragione, però non nel caso specifico. Non ha colto nel segno soprattutto dove non sa o forse non conosce il dato che l'appello bis del 2014 non è stata una rilettura degli stessi elementi ma un'integrazione e un rifacimento processo", ha sottolineato Gian Luigi Tizzoni, legale dei Poggi, rispondendo alle domande dei giornalisti che lo hanno incrociato al Palazzo di Giustizia di Milano.

Il legale è ritornato a commentare la dichiarazione del Guardasigilli Nordio, che aveva detto, riferendosi alla sentenza di Alberto Stasi -condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi-, che la legge va cambiata perché non si può condannare una persona dopo due assoluzioni.

"No all’abolizione”

"A mio modesto avviso - ha proseguito il legale - il ricorso per Cassazione, che è il giudice di legittimità, deve rimanere sempre perché è il giudice che controlla il rispetto delle regole nel procedimento. Abolirlo è un non senso".