"Il ministro in parte ha ragione, però non nel caso specifico. Non ha colto nel segno soprattutto dove non sa o forse non conosce il dato che l'appello bis del 2014 non è stata una rilettura degli stessi elementi ma un'integrazione e un rifacimento del processo": Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ha risposto così alle domande dei giornalisti che lo hanno incrociato al Palazzo di Giustizia di Milano, commentando le recenti dichiarazioni del Guardasigilli, Carlo Nordio. Quest'ultimo in particolare aveva detto, riferendosi al delitto di Garlasco e alla condanna di Alberto Stasi a 16 anni di carcere, che la legge va cambiata perché non si può condannare dopo due assoluzioni.

"A mio modesto avviso - ha proseguito il legale - il ricorso per Cassazione, che è il giudice di legittimità, deve rimanere sempre perché è il giudice che controlla il rispetto delle regole nel procedimento. Abolirlo è un non senso". E ancora: "Nel caso di Garlasco, i giudici dell'appello del 2011 avevano espressamente scritto di non voler addivenire alla lettura unitaria degli indizi", cosa che "è un principio sacrosanto che la Cassazione aveva affermato". Da qui la decisione di annullare la sentenza che anche in secondo grado aveva assolto Stasi. Per Tizzoni, però, c'è "molto di più: in primo grado era stata ritenuta fondamentale una testimonianza che poi è risultata falsa. Quindi chiederei al ministro: è corretto che una sentenza si regga su una falsa testimonianza?".