Da zero a due in pochi mesi. Nella strana geografia dei canestri italiani di Serie A, tra piazze che appaiono, scompaiono, cambiano ragione sociale o denominazione, nascono, muoiono, abbassano le saracinesche e risorgono dalle ceneri, Roma può ritrovarsi davvero con due squadre in modalità parenti serpenti, dopo sei anni di assenza coatta dalla massima serie. Un derby romano dei canestri che, contando anche la B (ora) e la A2 (con i playoff in corso), potrebbe espandersi a quattro formazioni nelle prime tre categorie nazionali: in A col trasloco di Cremona, pagato dalla cordata americana che comprende Donnie Nelson (e tra i soci la star NBA Luka Doncic), e l'irruzione di una creatura non ancora pienamente identificata condotta da Paul Matiasic, proprietario di Trieste (che però non dovrebbe essere soggetta al disturbo del trasferimento); qualche gradino di sotto, in base a cosa diranno i playoff di A2 attualmente in corso e se ci saranno o meno apparentamenti, la Virtus Roma 1960 e la formazione universitaria della Luiss. La partita del PalaEur La vera partita, però, si gioca nella presa (in affitto) del PalaEur, impianto iconico da oltre 11 mila posti. Al bando presentato dall’Ente Eur, proprietario del palazzo dello sport che vide il Banco Roma di Valerio Bianchini e Larry Wright vincere lo scudetto contro la Milano di Dan Peterson e Mike D’Antoni nel 1983, per l'assegnazione a una realtà sportiva (cestistica) nella prossima stagione hanno risposto in modo differente le due compagini societarie a stelle e strisce: Cotogna Sports Group, società controllante della Pallacanestro Trieste e quindi il gruppo di Matiasic, ha proposto 175mila euro a partita o 4 milioni di euro a stagione, a seconda delle campane, contro i circa 35mila euro a gara messi sul tavolo dalla nascente creatura che dovrebbe rilevare il titolo sportivo della Vanoli Cremona, iter che ha già avuto il via libera dall'ultimo Consiglio Federale. Il ricorso della cordata Nelson Una distanza enorme, considerando che il prezzo di mercato del vecchio (ma rimodernato) PalaEur era quantificabile sui 40mila euro a partita, che ha allungato la partita: gli avvocati del gruppo Nelson hanno presentato ricorso contro l'offerta di Matiasic perché la proposta non sarebbe stata avanzata direttamente da una società sportiva, come richiesto nei requisiti del bando, ma da un soggetto privato. L’Ente Eur ha avviato un’istruttoria che terminerà nel giro di pochi giorni, durante i quali le manovre dirette, indirette, romane o da lontano sono destinate a continuare. I progetti di Matiasic Fonti vicine a Cotogna Sports Group, la società utilizzata da Matiasic per avanzare i primi passi ufficiali verso il PalaEur, spiegano che la scelta di formulare una proposta economica rilevante risponderebbe alla volontà di dare un segnale chiaro della forza, della solidità finanziaria e della credibilità del progetto, dimostrando concretamente l’intenzione di costruire un’iniziativa di lungo termine che sia competitiva e di alto profilo per il basket romano. L’investimento avrebbe anche l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione e alla modernizzazione del PalaEur, mettendo a disposizione risorse utili a rendere l’impianto più funzionale e sempre più competitivo nel confronto con le principali arene sportive internazionali. Inoltre a Roma è già in cantiere il progetto di copertura del Centrale del Tennis al Foro Italico, impianto che diventerebbe utilizzabile per ospitare gli incontri di un qualsiasi basket di vertice. Scenari futuri Neanche rinata, la nuova Roma dei canestri – cancellata a stagione in corso dalla cartina del basket di vertice dall’abbandono a campionato in corso della Virtus nel 2020 – rischia di ritrovarsi già di fronte a uno scenario da Romolo e Remo. Lo scontro sul PalaEur è forse il primo atto di una faida fratricida che riguarderà anche l’accesso alle prossime coppe europee e al progetto NBA Europe. Il Comune di Roma ha già fatto sapere che la parte sconfitta dall’asta per l’impianto Eur potrà consolarsi con l’utilizzo del Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, capienza di 3500 spettatori e attualmente casa della Virtus Roma 1960 e della Luiss in Serie B: la Roma nascente dalle ceneri di Cremona, in attesa di conoscere la località di partenza del veicolo verso la Capitale condotto da Matiasic, ha anche indicato Veroli, cittadina in provincia di Frosinone con un passato di rilievo nei canestri (fino alla A2), come ulteriore campo di riserva. Di certezze, in questa storia piena di se, ma e ombre, ce n’è solo una: Roma tornerà finalmente centrale sulla cartina del basket che conta. Con quante squadre, una o due, e dove giocheranno, al PalaEur, al PalaTiziano o altrove, è una storia ancora tutta da scrivere. Forse anche a colpi di carte bollate.