Una città, dieci squadre e milioni di tifosi appesi a una decisione: quando si giocherà Roma-Lazio, il derby di una Capitale dove domenica 17 maggio l'evento clou sarà la finale degli Internazionali, con la presenza annunciata di Sergio Mattarella e l'auspicio di applaudire il trionfo di Jannik Sinner.

La quasi contemporaneità dei due eventi al Foro Italico ha indotto le autorità di pubblica sicurezza a far slittare la partita di calcio a lunedì, contraddicendo la scelta della Lega calcio serie A, la quale si è rivolta al Tar.

I giudici amministrativi hanno sospeso la decisione, invitando la Prefettura di Roma e la Lega Serie A a confrontarsi, in un incontro già in corso. In caso di mancato accordo, domani il Tar emetterà il suo provvedimento. Nel corso dell'audizione, è stato sottolineato che anche lo spostamento del derby a lunedì sera comporta ragioni di ordine pubblico, perché si dovranno spostare per la contemporaneità le quattro partite (Pisa-Napoli, Juve-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma) che coinvolgono le squadre impegnate nella corsa per la Champions. Inoltre, lunedì ci dovrebbe essere anche uno sciopero e i tifosi si sono già organizzati per le partite.

Il balletto 'domenica sì-domenica no' continua a tenere banco e vede agitarsi tanti soggetti, più o meno direttamente coinvolti, con pareri contrapposti. La Lega calcio ritiene necessario giocare il 17 anticipando il fischio d'inizio di mezz'ora, alle 12, sostenuta in questo anche dalla Roma e dai suoi tifosi, che hanno annunciato che lunedì diserterebbero lo stadio, presentandosi però all'esterno. In casa biancoceleste, invece, lo stesso Maurizio Sarri ha dichiarato che in quel caso non si presenterebbe nemmeno in campo, ma a sostegno dello slittamento si sono espressi non solo il presidente della Fitp, Angelo Binaghi ("Secondo voi dobbiamo spostarci noi o il calcio? Chiedetelo all'opinione pubblica") ma anche il vicepremier Matteo Salvini ("Il derby è giusto giocarlo lunedì. Da appassionato di calcio, la priorità la do al tennis") e il presidente della Regione Lazio, Rocca ("La Lega Calcio sta scommettendo in maniera imprudente sulla pelle della città. C'è stato un errore di pianificazione e adesso non è il momento di fare i capricci".