Il pasticcio è servito, ora il campionato è nel caos. Il derby della Capitale si gioca domenica alle 12.30, anzi lunedì alle 20.45, anzi boh. In realtà, ormai sembra quasi scontato il posticipo, che trascinerà a rimorchio Como-Parma, Juventus-Fiorentina, Milan-Genoa e Napoli-Pisa ovvero le altre gare della penultima giornata in cui dev'essere garantita la contemporaneità per la lotta ai medesimi obiettivi (Europa League e Champions). Scontro senza precedenti fra Lega Serie A e Viminale, un braccio di ferro infinito. Lunedì l'ad De Siervo aveva ufficializzato il calendario del 37esimo turno, fissando il derby e tutte le partite annesse alle 12.30 di domenica 17 maggio. Ieri il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha spostato la stracittadina a lunedì alle 20.45 «alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell'ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d'Italia, in corso presso il Foro Italico».

Non ci sta, l'ad De Siervo: «Derby di lunedì? Non credo proprio». Infatti, la Lega Serie A farà ricorso d'urgenza al Tar stamattina, «se non sarà stato revocato il provvedimento, per tutelare gli interessi dei tifosi e del campionato». In teoria, la decisione del Tar dovrebbe poi arrivare in 48 ore, fra domani e venerdì, ma per la Lega Serie A sono minime le chance di successo, nonostante le motivazioni addotte nel proprio comunicato: «Il provvedimento del prefetto, oltre a porsi in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione espressa a inizio stagione sportiva di non disputare la stracittadina di notte, non tiene in alcun conto che in una giornata sottoposta al regime della contemporaneità obbligatoria determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300mila tifosi, in una giorno in cui è previsto lo sciopero generale dei trasporti, contro le 10mila che ci saranno domenica per la finale degli Internazionali al Foro Italico. Questa tendenza interventista delle prefetture e delle questure, che modificano i calendari delle partite a proprio piacimento disinteressandosi dei problemi generati ai tifosi di casa e a quelli che viaggiano in trasferta, ai club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali, rappresenta un precedente pericoloso per la credibilità del sistema italiano».