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Dall’entroterra di Camaiore la storia dello Scoppolato di Pedona, un pecorino particolare e con origini un po’ leggendarie rilanciato da Gabriele Ghirlanda. Si affina tra grotte e cantina per ottenere una consistenza cremosa, da gustare al cucchiaio
Allontanandosi un po’ dalle spiagge e dalla vita notturna della Versilia, e spingendosi verso l’entroterra di Camaiore, c’è modo di scoprire un repertorio gastronomico che ha molto da dire anche in fatto di formaggi. Prodotti anche particolari e inaspettati, se pensiamo ad esempio al pecorino e al suo ‘archetipo’, più o meno sodo, saporito e stagionato. Andiamo a Pedona, una frazione proprio di Camaiore, per decostruire qualche certezza e approfondire un formaggio differente, recuperato da un lungimirante produttore: lo Scoppolato, che si apre e si mangia a riccioli con cucchiaio o forchetta.
Una forma di Scoppolato di Pedona aperta
Sebbene non parliamo, in questo caso, di un cacio dalle millenarie radici etrusche — come ce ne sono alcuni in zona — la storia più recente dello Scoppolato di Pedona è comunque avvincente. È stato infatti ripreso, e in qualche modo ‘codificato’, da Gabriele Ghirlanda che, pur non avendo mai fatto formaggio prima, una quindicina di anni fa diede concretezza a quella che era una passione e anche un hobby. Si ricordò infatti di una specie di leggenda raccontata dal padre, Giovanni Maria Ghirlanda, a proposito di un possidente terriero di Lucca che a metà Ottocento acquistò un grosso gregge di pecore da mettere a pascolo sui terreni alti di Semiglia.








