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“Quando vado a letto e non prendo subito sonno mi metto a pensare a quel giorno e dico chissà se fosse andata diversamente”. Per Roberto Baggio il pallone è un’ossessione. E quel rigore sbagliato a Pasadena forse lo è ancora di più. Lo racconta con una naturalezza quasi sfacciata al Salone del Libro di Torino dove è venuto a presentare Luce nell’oscurità (Rizzoli), una biografia spirituale intrisa di buddismo e colorata da un prezioso album fotografico sparso. La sala Oro è un’autentica bolgia di tifo, affetto e cori da stadio. Ci saranno più di 400 persone, Molte indossano magliette azzurre del Baggio nazionale. Un ragazzo è venuto fin dalla Calabria per sfiorare un ginocchio con cicatrice del suo mito. Un bambinetto seduto per terra ha i ricciolini e perfino il codino come l’ex numero 10 di Juventus e Fiorentina. “L’ho conosciuto un’ora fa e ci andrei al bar, ha un’umiltà sotterranea continua”, si esalta lo scrittore Marco Missiroli sulle cui spalle pesa il compito di dirigere un traffico a senso unico.

“L’umiltà porta a credere in te stesso – spiega Baggio – la vita mi ha insegnato che se non fossi stato umile non avrei fatto ciò che ho fatto. L’umiltà è un dono incredibile. Intanto non hai paura di imparare,anzi hai sempre il desiderio di capire e di “rubare” l’esperienza degli altri che ti potrà tornare utile un giorno”. È dal primo gennaio 1988 che Baggio è diventato buddista e da quel giorno, ogni giorno, pratica un’ora di meditazione: “Se sono qui è grazie a cosa mi ha insegnato il buddismo”, continua a ripetere con insistenza il campione vicentino. Mentre è del 16 maggio di 22 anni fa il suo ritiro ufficiale dal calcio. “C’è stato un periodo della mia vita che quando non provavo dolore (Baggio si sfiora il ginocchio sinistro ndr) mi preoccupavo (risate in sala ndr). Non è vittimismo. È stata la mia realtà, però l’ho affrontata bene e ho avuto l’energia per andare oltre”.