Intervenuto a BSMT, il podcast di Gianluca Gazzoli, Roberto Baggio ha parlato di calcio e vita privata, con momenti estremamente toccanti. E un’ammissione: “Non mi alleno da tanti anni perché fare attività fisica significa imbattermi in non so quanti problemi fisici. Evito. Però, avendo la casa immersa nella natura e che si trova in collina, mi ritrovo ogni dieci giorni a tagliare l'erba e gli alberi: è questa la mia attività fisica. È un lavoro che mi ripaga”. Il calcio è dunque alle sue spalle: “Ormai non posso più giocare, per tutti gli interventi che ho avuto. Il campo è meraviglioso, la cosa più complicata è l'abituarsi a non avere più la fortuna di camminarci sopra. Faccio fatica a riguardarmi in campo. Ho nostalgia e sto male. Penso succeda a tutti gli atleti. Non ho rimpianti, a parte il rigore di Pasadena nella finale contro il Brasile, perché in carriera ho fatto di tutto e di più. Quando ho smesso, è stata una liberazione. Il lunedì e il martedì dovevo restare a riposo perché dopo la partita mi si gonfiavano le ginocchia. Andavo avanti soltanto per la passione, ho lasciato quando ancora ero a un certo livello”.
Il ct della Norvegia all’Italia: “Cerco la mia vendetta”. E la colpa è anche di Baggio







