Torino – «Sogno ancora di fare gol. Mi succede quando vado a letto: se non mi addormento subito ripenso al giorno della finale, al rigore. Se fosse finita diversamente, quanto sarebbe stato bello…». Roberto Baggio sta rievocando il rigore di Pasadena nella finale con il Brasile dei Mondiali di Usa ’94, quando dal pubblico un tifoso gli urla: «Grazie lo stesso Roby!». Scatta l’ennesima ovazione. Lui sorride, con la semplicità e la serenità di sempre.

Non c’è campo da calcio - figuriamoci una sala da 500 posti - che possa contenere l’amore verso un simbolo che racconta una storia di popolo. E così, per la giornata d’esordio del Salone del Libro di Torino, la presentazione del libro del Divin Codino, Luce nell’oscurità, scritto con la figlia Valentina e il giornalista Matteo Marani, diventa rito collettivo. Quando manca oltre un’ora all’inizio, all’esterno del padiglione del Lingotto che attende il miglior calciatore italiano di tutti i tempi c’è già una coda infinita, che serpeggia tra gli stand delle case editrici. Oltre seicento persone, alcune resteranno fuori. C’è Loredana, arrivata con la figlia da Firenze, perché «non dimenticherò mai quando raccolse quella sciarpa viola contro la Juve». C’è Luca, venuto di proposito dalla Calabria «per chiedergli una foto». C’è Matteo, con la maglia numero 10 della Nazionale di Usa ’94, che pazienta in coda accanto a un bambino con la stessa maglietta e il codino d’emulazione e, più in là, una signora con un quadro in mano che raffigura il suo idolo. C’è l’Italia, in coda, con le sue passioni e le sue esagerazioni.