«Vi ringrazio di essere qua non mi aspettavo questa attenzione e quest’affetto», è un Roberto Baggio sinceramente sorpreso quello che entra nella Salo Oro del Padiglione Oval del Lingotto per presentare insieme a Marco Missiroli “Luce nell’oscurità” (Rizzoli) il libro scritto insieme alla figlia Valentina e a Matteo Marani. Il “divin codino” è stato accolto da centinaia di persone che hanno intonato cori con il suo nome. Tantissimi i bimbi con la maglia azzurra della Nazionale.
«In questo libro mi è stato chiesto di raccontare come è stata la mia vita se la mia esperienza può aiutare qualcuno a uscire da un problema per me è importante» ha raccontato Baggio. Tanti i temi toccati durante l’intervista dall’educazione familiare alla pratica buddhista, dai sogni di bambino fino a quelli sfumati da adulto.
“Il momento più duro della mia vita? Forse per il sogno che avevo da bambino - che era quello di giocare a calcio - è stato davvero dopo l'infortunio di Rimini, quando giocavo nel Vicenza. Erano anni diversi da quelli che viviamo ora, era diverso il modo di operare, era diverso tutto, anche la riabilitazione che si faceva. Purtroppo in quegli anni chi si rompeva il crociato smetteva di giocare, e questo non mi aiutava. Però ho avuto comunque la fortuna, nonostante l'operazione, poi di imparare a lottare, di andare oltre al dolore, perché se non avessi imparato questo non avrei fatto la mia carriera».









