Le donne, quando devono prendersi cura di sé, soprattutto a cominciare dall'alimentazione, tendono a complicare un po’ le cose. Che si tratti di diete da provare a tutti i costi, di privazione di determinati cibi, o della lettura puntigliosa delle calorie indicate sui prodotti, le scelte sbagliate spesso prevalgono.
«Uno degli errori più comuni è la malnutrizione dovuta alla carenza di fibra», spiega Pier Luigi Rossi, professore di Scienza dell’alimentazione dell’Università di Siena. Per stare in forma, in sostanza, si dovrebbe mettere nel piatto almeno trenta grammi di fibra alimentare vegetale al giorno, ossia legumi, cereali, frutta, verdura cruda e cotta. E questo non è un errore di poco conto. «La fibra è il nutrimento dei batteri, porta all’interno dell’intestino delle molecole che proteggono la parete, sulla quale si trovano più di 500 milioni di neuroni, il 70 per cento del sistema immunitario – specifica Rossi – Quindi, se non funziona l’intestino, tutto l’organismo è in difficoltà». Non solo. «La vitalità, la tristezza, il tono dell’umore, la depressione partono dall’intestino, perché è il sesto senso. Tutti gli odori e i sapori che mangiamo, stimolano i neuroni presenti nell’intestino. Con il nervo vago tutte queste stimolazioni sensoriali e viscerali vengono portate al “cervello antico”, l’ipotalamo e l’ippocampo, e così viene stimolato il senso di vitalità».








