Con l’arrivo della menopausa, e le alterazioni ormonali che porta con sé, molte donne si trovano a prendere peso. Non a caso, tra i 45 e i 54 anni, l’incidenza dell’obesità raddoppia rispetto al decennio precedente, con una marcata tendenza ad accumulare grasso nell’area addominale. Una ricerca pubblicata sulla rivista Menopause suggerisce ora che questa specifica distribuzione del peso non rappresenti solo un rischio metabolico, ma sia direttamente collegata a un inasprimento dei sintomi tipici di questa fase, come la sudorazione notturna e i disturbi dell’umore.
Perché invecchiando viene la pancia?
02 Maggio 2025
I rischi metabolici del grasso viscerale
L’obesità addominale (definita dal rapporto tra altezza e girovita) interessa oggi oltre il 60% delle donne in menopausa. È un dato particolarmente rilevante per la salute pubblica, perché il grasso che si deposita sulla pancia è di tipo viscerale, ovvero localizzato attorno agli organi interni. E a differenza del grasso sottocutaneo, quello viscerale è metabolicamente attivo: rilascia costantemente sostanze pro-infiammatorie nel circolo sanguigno che possono indurre insulino-resistenza — una condizione in cui le cellule rispondono meno efficacemente all’insulina, aumentando i livelli di glucosio nel sangue — e incrementare sensibilmente il rischio di malattie cardiovascolari. Il calo degli estrogeni durante la menopausa favorisce questo spostamento delle riserve adipose dai fianchi verso l'addome, modificando la silhouette ma soprattutto l’equilibrio infiammatorio dell’organismo.









