È vero che i sintomi della menopausa, come le caldane o le tachicardie, fanno male? Non è un “passaggio” naturale? È proprio necessario sopperire con cure ormonali? Ho paura del tumore al seno... »: questo dicono ancora molte donne.

Torno sul tema perché la questione «i sintomi fanno male» indica un errore di fondo, trasversale, che merita riflessioni condivise. E riprendo il tema menopausa, perché in Italia oltre sedici milioni di donne hanno superato la fatidica età dei 50 anni e della menopausa, con un carico di patologie molto pesanti. Si è allungata la vita media, l’aspettativa di vita, è vero, ma non si è affatto allungata l’aspettativa di salute, anzi, per cui ci aspetta un lungo autunno malato, che oggi può superare i vent’anni.

Punto chiave: non sono i sintomi che fanno male. Non confondiamo le conseguenze con le cause. I sintomi, in ogni fase della vita, dall’infanzia alla vecchiaia, sono sempre grida d’aiuto con cui il corpo ci richiede attenzione e cura. Nello specifico, i sintomi che compaiono durante e dopo la menopausa sono la punta dell’iceberg dei danni biologici che la perdita di ormoni sessuali (estrogeni e progesterone, causata dalla rimozione o dall’esaurimento delle ovaie, e testosterone e Dhea, per la loro ridotta produzione dai vent’anni in poi) causa in quasi tutte le donne.