Perché la menopausa è nemica della salute articolare? Perché e quando gli estrogeni potrebbero aiutare? Ho analizzato la questione in una relazione molto apprezzata su “Osteorthritis: why estrogens have a specific role” (Osteoartrite/artrosi: perché gli estrogeni hanno un ruolo specifico), svolta al 33° congresso mondiale di “Controversies in Gynecology, Obstetrics and Infertility” (COGI), che si è tenuto in questi giorni a Roma con quasi duemila medici da tutto il mondo.

Quali evidenze sostengono il ruolo degli estrogeni nell’osteoartrite/artrosi? La prima evidenza è epidemiologica. I dolori articolari colpiscono il 71% (!) delle donne a cavallo e dopo la menopausa. Sono la punta dell’iceberg di un’infiammazione che colpisce le articolazioni​ (osteoartrite) prima di deformarle, causando l’artrosi. Prima dei cinquant’anni, e prima della menopausa, il rapporto tra donne e uomini è di 1:1. La causa è in genere post-traumatica. Dopo la menopausa, il rapporto diventa ben 3:1. L’artrosi triplica dunque nelle donne. Tuttavia, ginecologi e reumatologi hanno opinioni diverse sul ruolo degli estrogeni.

Perché la questione dovrebbe interessare lettrici e lettori? Perché gli estrogeni, usati tempestivamente, aiutano a prevenire e curare una malattia dolorosa, invalidante e diffusa, seconda per frequenza solo alle malattie cardiovascolari. In più, il costo in disabilità è doppio nelle donne, rispetto agli uomini. E triplica nelle donne dopo la menopausa, rispetto alle donne in età fertile.