L’età del primo ciclo e della menopausa, il numero di figli, l’uso della terapia ormonale sostitutiva e, in generale, il livello di estrogeni nel sangue: sono tutti fattori che, secondo un nuovo studio, possono avere un ruolo nel determinare il rischio di demenza nelle donne. In estrema sintesi, maggiore è l’esposizione agli estrogeni nel corso della vita, e più chance ci sarebbero che il cervello si mantenga giovane a lungo.

Comprendere il ruolo degli estrogeni

I dati - pubblicati da Emer McGrath, docente di Medicina presso il College of Medicine, Nursing & Health Sciences dell’Università di Galway, in Irlanda, sul Journal for Alzheimer’s Disease - non rappresentano una novità assoluta, è vero, ma contribuiscono a fare chiarezza su un tema ancora molto dibattuto a livello scientifico. Lo studio fa infatti parte di un filone di ricerca che da anni sta cercando di chiarire il ruolo dei fattori riproduttivi femminili nell’Alzheimer, ma ad oggi i risultati sono contraddittori. Eppure le differenze di sesso-genere nelle demenze appaiono fondamentali. Basti pensare che in circa il 70% dei casi, la malattia riguarda le donne, e che è ben noto che le variazioni dei livelli di estrogeni sono legate alla memoria.