Quando si tratta di perdere peso con i farmaci, in particolare gli agonisti recettoriali del GLP-1, le donne sembrano avere un vantaggio. Piccolo, ma pur sempre misurabile: circa il 5%. Lo spiega, in una comunicazione sulla newsletter Medicina di Genere a cura del Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità, Anna Solini, professoressa associata di medicina interna all’Università di Pisa. “Negli ultimi anni – premette Solini a Salute – gli analoghi del GLP-1 hanno mostrato effetti rilevanti non solo sul controllo della glicemia, ma anche sulla perdita di peso e sulla riduzione del rischio cardiovascolare e renale nei soggetti cui vengono somministrati. L’ampia diffusione di queste molecole ha, insomma, generato un cambiamento di paradigma: sono a tutti gli effetti terapie con un impatto sistemico sulla salute globale dell'individuo”.

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10 Febbraio 2026

Uno sguardo di sesso-genere

Come accade per tutti i farmaci in attesa di approvazione per la commercializzazione, anche questi sono stati sottoposti a sperimentazioni cliniche controllate e randomizzate (i cosiddetti studi registrativi) per confermare efficacia e sicurezza su larga scala. Per stabilire se ci siano effetti diversi in base al sesso, però, c’è bisogno non solo dell’inclusione di un numero adeguato di donne nelle sperimentazioni, ma anche della capacità di interpretare i risultati in base al sesso. Nel caso degli agonisti recettoriali del GLP-1, continua Solini, alcuni recenti studi preclinici e clinici hanno mostrato come l’entità della risposta terapeutica possa variare tra uomini e donne: queste ultime, a parità di dose, perdono una percentuale di peso lievemente superiore rispetto agli uomini.