Mentre i farmaci per la gestione del diabete e la perdita di peso (Semaglutide, Tirzepatide & co.) sono sempre più prescritti e le aziende farmaceutiche festeggiano, quelle alimentari tentano di guadagnare una fetta della torta lanciando nuove linee di prodotti “Glp-1 friendly”. Alimenti “amici” dei medicinali che imitano il comportamento del Glp-1, un ormone che regola la glicemia e l’appetito con un forte impatto su come si percepisce e digerisce il cibo.

Dimagrire, i farmaci rivali tutti e due in prima linea per la cura. Con un occhio alle complicanze

DALLA NOSTRA INVIATA ELVIRA NASELLI

“I pazienti che li assumono non gradiscono più alcuni alimenti grassi e zuccherini, così come trovano troppo pesanti da digerire la carne o altri piatti elaborati a base di proteine”, spiega Simona Bertoli, direttrice del laboratorio sperimentale di Ricerche sulla Nutrizione e l’Obesità di Irccs Auxologico. “Accade perché questi farmaci rallentano la velocità di svuotamento gastrico, facendoci sentire sazi più a lungo, e nel frattempo inibiscono i centri ipotalamici che regolano la fame. I pazienti, quindi, iniziano a preferire cibi facili da digerire, ad esempio quelli a base di carboidrati. Peccato che durante la perdita di peso l’apporto proteico sia fondamentale per non dissipare la massa muscolare e dimagrire in modo sano”.