Non è un’ennesima moda dietetica e nemmeno una nuova mania salutista, ma il cambiamento che sta ridisegnando il nostro modo di mangiare al ristorante parte dalle farmacie: medicinali nati per il diabete di tipo 2, come gli agonisti del recettore GLP-1 Ozempic e Wegovy o l’agonista duale GIP/GLP-1 Mounjaro, oggi usati su scala di massa per dimagrire, in pochi bocconi, cancellano la fame, rallentano lo svuotamento gastrico, attenuano la voglia di alcol. Un’azione discreta, ma capace di trasformare la ritualità del pasto e l’economia della ristorazione.

Così il cibo influisce sulla genetica

10 Maggio 2025

Nelle grandi città americane, dove notoriamente le porzioni dei piatti unici sono assai abbondanti, l’impatto è già visibile. A New York, nei quattro indirizzi di Clinton Hall – birre artigianali e maxischermi per seguire le partite – è comparso il “teeny weeny mini meal”: un burger da poco più di 56 grammi (due once), una manciata di patatine (meno di 43 grammi), una piccola bibita (circa 15 centilitri). Non è il menu bambini di McDonald’s, ma ciò che oggi si serve agli adulti. Otto dollari per non sprecare cibo e, soprattutto, per mantenere vivo il rito di mangiare insieme, anche quando la fame svanisce dopo due morsi.