Per gli anziani, convivere con l’obesità può avere gravi conseguenze sulla salute: si tratta infatti di una vera e propria malattia cronica, che accelera i processi di invecchiamento e aumenta la fragilità dell’organismo. A confermarlo è un nuovo studio del Texas Health Presbyterian Hospital e dello Ut Southwestern Medical Center di Dallas, che mette in luce come l’eccesso ponderale sia correlato a una riduzione significativa della funzionalità polmonare nella terza età. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Journal of Applied Physiology, suggeriscono la necessità di interventi mirati per la gestione del peso anche nelle fasce di popolazione più avanzate.

Dimagrire da anziani? L’esercizio migliore è quello ad alta intensità

26 Gennaio 2026

L'obesità senile in Italia

In Italia, il fenomeno dell'obesità tra gli over 65 è una realtà epidemiologica rilevante. Secondo i dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi d'Argento, coordinato dall'Istituto superiore di sanità (Iss), circa il 14% della popolazione anziana è obesa, mentre il 44% è in sovrappeso. Questo significa che più della metà degli anziani italiani presenta un eccesso ponderale che incide direttamente sulla qualità della vita. L'obesità nella terza età è infatti un fattore che aggrava la naturale fragilità legata all’invecchiamento: predispone a patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e problemi muscolo-scheletrici. La novità che emerge dalla nuova ricerca – che è stata presentata negli scorsi giorni nel corso del congresso annuale della American Physiology Scociety – riguarda però il sistema respiratorio.